RePiave
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Un nuovo corso per il Basso Piave

Sul dialogo (possibile) tra imprese e attività culturali. Riflessione del prof. Ortolan (Accademia Marusso)


 

Qual è il rapporto tra imprese e attività culturali? Il docente Prof. Ivone Ortolan, a nome dell’Accademia d’Arte Marusso di San Donà di Piave, ha condiviso con noi alcune riflessioni che sono sorte in lui dalla lettura del progetto RePiave. 

 

La lettura del progetto “RE Piave” ha in me stimolato alcune riflessioni importanti sul nostro comunitario “fare arte” e il ruolo che la nostra attività associativa ha nel contesto sociale e culturale.

1) Il nostro operare viene da noi, in qualità di docenti e iscritti ai corsi, vissuto in modalità “diverse”, che possono essere riassunte in due operatività:

  • con lo scopo di produrre un manufatto dal valore artistico e culturale, (espressione diretta della propria creatività e cultura);
  • con lo scopo di trovare soddisfazione per una attività “ricreativa” che concilia il tempo e le attese della vita.

Ora è il primo scopo quello che mi interessa analizzare, poiché in esso, secondo me, è contenuto anche il secondo.

La domanda è: cosa significa fare Arte e produrre quindi un manufatto artistico?

Provo a dare una definizione sommaria poiché la risposta richiederebbe una trattazione lunga e accurata.

L’oggetto artistico concreto del nostro lavoro ha significato culturale e comunica le nostre idee, i nostri valori, la nostra idea di bellezza e armonia ecc. Tutto ciò prevede l’utilizzo di tecniche, materiali, spazi, relazioni con altri soggetti produttivi quali: fornitori di materiali, artigiani, critici, storici dell’arte, amministratori,… Tutte quelle attività chiamate in causa anche dal manifesto “RePiave”.

Anche noi quindi partecipiamo, anche se senza scopo di profitto, alla vita di queste attività.

2) Da queste considerazioni emergono quindi altre domande:

  • Dove sta il confine tra il nostro “fare prodotti artistico-culturali” e produrre beni o strumenti di consumo?
  • È corretto credere che il nostro mondo (quello dell’arte) sia separato del tutto da quello produttivo?
  • Quale funzione ha ciò che noi definiamo manufatto artistico all’interno del contesto sociale e produttivo?

Se riflettiamo sui lavori fatti da artisti nei luoghi pubblici, anche solo con mera “funzione decorativa”, sul design, sulla moda e sull’architettura (intesa come arte – pensiamo al Bauhaus e non solo), ci accorgiamo che l’arte ha molto a che fare con le necessità produttive della vita corrente anche se il prodotto finale non è necessariamente un oggetto artistico.

Sembra evidente che il confine tra arte, artigianato e prodotto – attività, non sia affatto netto, ma le dimensioni si contaminano tra loro con esiti più diversi. Il nostro mondo di artisti, o aspiranti tali, non è separato dal contesto culturale, sociale e produttivo, ma si alimenta dello stesso contesto. Il problema non è quello di diventare degli imprenditori, ma di metterci in relazione con il contesto attraverso un “fare arte” come attività culturale libera e quindi offrire un luogo di riflessione per comunicare bellezza e armonia attraverso le nostre opere (anche se questa idea di “fare arte” è diversa in ognuno di noi).

Pensare alla nostra ripartenza significa riflettere sul senso e le finalità del nostro fare. Dobbiamo non solo acquisire delle tecniche, ma proiettare l’opera finale nella sua funzione e significato finale.

Le tecniche non sono il fine, ma il mezzo necessario alla comunicazione attraverso la costruzione del manufatto artistico. Il nostro fare non è attività avulsa dal contesto, ma laboratorio di pratiche utili alla costruzione di opere che comunicano con il tessuto sociale (attraverso mostre, esposizioni, workshop, installazioni ecc.) e prendono da questo nuove energie creative.

In questo modo la nostra adesione al progetto RePiave acquista un significato diverso e maggiore rispetto alla semplice visibilità, poiché possiamo essere soggetto produttivo di un bene sociale quale è l’arte. L’attività artistica si pone così in relazione alle altre attraverso la creazione di opere che comunicano idee, concetti, valori, giudizi… e come tali diventano parte integrante del tessuto sociale.

“L’arte non può essere intesa come prassi nell’ambito di un semplice rapporto con il mondo (un rapporto di tipo oggettuale), bensì soltanto come una prassi di riflessione di tale rapporto con il mondo, laddove la riflessione deve essere intesa in termini pratici.” (Georg W. Bertram, L’arte come prassi umana).

 

In questo senso auspichiamo che impresa, nel senso stretto del termine, e attività culturali possano trovare delle forme di dialogo e crescita comune.

 

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