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La tempesta perfetta: l’effetto Covid-19 sul turismo organizzato. Riflessione di Chiara Merli (Noventana Viaggi)


 

Il turismo è uno degli ambiti economici più duramente colpiti dall’effetto Covid-19: gli spostamenti continuano ad essere ridotti e per gli operatori del settore la ripresa è ancora lontana. Chiara Merli, titolare dell’agenzia Noventana Viaggi, condivide con RePiave le sue riflessioni, dando voce ai pensieri e alle paure di chi lavora nel turismo.

I danni del Coronavirus sul settore del turismo

La realtà a volte riesce ad essere più terribile di qualunque peggiore pensiero: così è stato l’arrivo di Covid-19 per noi che lavoriamo nel turismo organizzato. Di crisi ne abbiamo attraversate tante, ma mai era accaduto che azzerassero tutto, ma proprio tutto, il lavoro svolto nei mesi precedenti e anche quello futuro.

Per sua natura il nostro lavoro viene svolto con molti mesi d’anticipo, così tutti i viaggi che a causa dell’emergenza sanitaria sono stati annullati da febbraio a giugno (per ora!) rappresentavano, nella maggior parte dei casi, il lavoro svolto nel 2019: a questo poi va aggiunto l’ovvio stop di tutte le vendite durante il lockdown e oltre. Oltre, perché a noi serve un mondo aperto e con libera circolazione delle persone per poter disegnare e realizzare viaggi.

Abbiamo perso il “prima”, il “durante” e avremo un tempo indeterminato senza il “dopo”. È vero, potremmo dire che questo è il rischio imprenditoriale, ma noi agenti di viaggio andiamo oltre la semplice vendita perché nessuno di noi ha mai smesso di lavorare: c’erano i rimpatri dei viaggiatori bloccati all’estero, l’assistenza e tutte le pratiche da cancellare o riprogrammare e i voucher da richiedere per i clienti.

Una ripresa difficile

E proprio questo rimane dei mesi di lockdown: l’orgoglio di essere un agente di viaggio che è riuscito a riportare a casa sani e salvi tutti i suoi viaggiatori e il grandissimo affetto e sostegno dimostratomi dagli amici-clienti con tutti i mezzi di comunicazione.

Dal 18 maggio le agenzie hanno facoltà di riaprire, ma come? Come possiamo offrire il servizio migliore, l’assistenza, la consulenza senza sapere quali destinazioni sono sicure per la salute dei viaggiatori, quali confini sarà possibile attraversare, quali servizi di trasporto e alberghieri sarà possibile proporre e con quali regole?

In questo contesto NoventanaViaggi ha scelto di continuare a lavorare on line senza riaprire i locali dell’agenzia: a poco più di una settimana dalla fine del lockdown posso dire che il desiderio di viaggio è presente, e abbiamo ricevuto anche timide richieste soprattutto per la destinazione Italia, l’unica che al momento presenti qualche certezza per quanto riguarda apertura delle strutture e disponibilità di voli. Per le aperture delle frontiere europee ancora non ci sono certezze e si deve necessariamente attendere l’evoluzione della situazione nelle prossime settimane.

In Veneto nel turismo operano centinaia di piccole e medie aziende: diamo lavoro a migliaia di persone, ma pare che non rappresentiamo un settore di particolare interesse per le istituzioni nazionali e regionali, che non hanno minimamente preso in considerazione le richieste avanzate dalle associazioni di categoria atte a far ripartire il turismo. D’altra parte, non mi stupisco più di tanto visto che nella patria di Michelangelo non esiste nemmeno un Ministero del Turismo! La situazione creata da Covid-19 è di un’emergenza senza precedenti, tant’ è che è persino riuscita a riunire le diverse sigle di categoria per far fronte comune e presentare le richieste al Governo, ma molti sono i movimenti e le manifestazioni nati anche a livello regionale per cercare di farsi ascoltare. 

Le misure economiche del Decreto Rilancio attualmente previste per il settore turismo sono assolutamente insufficienti e inefficaci in relazione ad un periodo di crisi che si protrarrà sino a fine 2020: al settore servono la rapida attivazione di drastiche riduzioni delle imposte e dei contributi previdenziali, l’estensione degli ammortizzatori sociali, contributi economici straordinari.

Immaginare il futuro

Immaginare scenari possibili oggi è pericoloso perché di fatto nessuno sa cosa accadrà: la parte migliore di me vuole vedere un orizzonte in cui apparirà un arcobaleno di colori che rappresenteranno le nostre possibilità di ripartenza.

Possediamo la cultura del lavoro che non ci ha mai spaventato e sarà lo strumento che renderà possibile rinascere: per ora rimaniamo sospesi in un limbo, dove però continuiamo ad esserci per chi ci cerca e troviamo la forza per studiare, riflettere e sognare i viaggi che saranno, perché di certo ci saranno.

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